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SIDE By SIDE – SKYPanel S60 Vs Gemini2x1 Vs TITAN X2

Abbiamo intrapreso questa nuova iniziativa editoriale per consentire a tutti gli amici della community ed a tutti i professionisti e non, che scrutano la rete con curiosità per informarsi, di essere connessi con le novità del mercato e le tecnologie a supporto dell’AudioVisivo Cinematografico e non.

Inauguriamo, quindi, la rubrica SIDEbySIDE dove metteremo a confronto tecnologie dello stesso segmento in maniera smart ed OPEN (aperta a tutti).

In questa prima puntata abbiamo Analizzato i tre pannelli Led che soddisfano le caratteristiche richieste per questa nostra rubrica:

ARRI SKYPanel S60 – LITEPANELS GEMINI 2×1 – ROTOLIGHT TITAN X2.

La scelta di questi tre complessi e versatili pannelli Led, a discapito delle migliaia di competitor e degli innumerevoli altri sistemi led attualmente disponibili per il lighting, nasce dalla semplice analisi di mercato dei rental e da fattori oggettivi come la qualità, l’innovazione e l’affidabilità.

BREVE PANORAMICA

ARRI SKYPANEL S60 prezzo di listino € 5.170,00 iva esclusa  – Fornitoci per il Test da D-Vision MOVIE PEOPLE

LITEPANELS GEMINI 2×1 prezzo di listino € 3.420,00 iva esclusa – Fornito per il Test da DVS-DigitalVideoStudio  

ROTOLIGHT TITAN X2 prezzo di listino € 4.293,00 iva esclusa – Fornito per il Test da Panatronics

SIDEbySIDE

Il Test è stato effettuato in maniera OPEN (aperta a tutti) ed è stato ospitato da Stefano Nasti nel suo Caffè  Letterario AREA35. Erano presenti  Lavoratori dello Spettacolo di varia estrazione professionale (cinematographers, light designers, gaffer, etc) che si sono confrontati liberamente sui prodotti mettendone a nudo tutte le caratteristiche.

GLI STRUMENTI E LE CONDIZIONI DEL TEST

Veniamo alla pratica: i tre corpi illuminanti erano distanti 2,8m dalla nostra modella  (Luisa Anna Alterio, gentilmente prestatasi per il test), posizionata su un fondo nero per apprezzare al meglio la performance dei corpi illuminanti. Per il test ho messo a disposizione gli strumenti di lavoro:  Sekonic SpectroMaster C-800 , Sekonic DigitalMaster L-758 Cine , X-rite ColorChecker CLASSIC e VIDEO. La misurazione di Potenza è stata effettuata impostando l’Esposimetro a 24fps 640iso. Inoltre, sono state messe a disposizione 2 MDP complete: una Red EPIC-W 8K Helium da UNITALIA s.r.l. ed una Red Ranger Gemini da DVS-DigitalVideoStudio, entrambe con ottiche Zeiss CP3. Le CLIP R3D ungraded relative al TEST sono allegate a questo articolo per poter apprezzare la resa dei 3 pannelli led in camera.

Come si presentano?

I tre Corpi Illuminanti Led si presentano alla vista con caratteristiche simili, hanno tutti un Ballast che solo nel Gemini è integrato al pannello, presentano superfici di irradiamento simili (solo il Titan si presenta di forma più grande degli altri due).

Parliamo della zona di controllo: il retro dello SKYPanel è essenziale e funzionale (solo tre Manopole con 4 tasti funzione ed un Display), ma datato e meno versatile del Gemini che presenta oltre le tre manopole  per le regolazioni ben 8 tasti di cui 3 generali e 5 programmabili con effetti e memorie diversi. Il Titan invece, di nuovissima generazione, ha uno schermo Touch a colori oltre ad una serie di tasti e manopole. 

Performance

Abbiamo iniziato lo stress test con la misurazione più importante per un sistema di illuminazione a Led e cioè il CRI (INDICE di RESA CROMATICA). Va premesso che i led sono dei sistemi di illuminazione ad induzione che prevedono l’attraversamento di corrente a bassissimo vattaggio in dei cip che surriscaldandosi generano delle radiazioni luminose. Questo aspetto tecnico è l’elemento identitario del led ed a seconda della qualità del materiale di cui è composto il CIP (silicato) e della tecnologia di gestione dello stesso si ottiene una qualità luminosa diversa. Tutto questo si riduce in un indice che racchiude gli elementi distintivi e viene analizzato in tutto il suo spettro luminoso dallo Spettrometro.

Nel caso dei tre pannelli a nostra disposizione abbiamo una curva di risposta del CRI molto interessante. A  3200°K ed al 10% della loro potenza l’indice dei tre è molto diverso: GEMINI è 96.4SKYPANEL è 92.4TITAN è 92.1. Va aggiunta una nota interessante: lo SKYPANEL  all’accensione e fino a poco meno del 10% presenta sulla superficie illuminante due riquadri visibili ad occhio nudo, uno di Colore Rosso ed uno di Colore Verde,  che spariscono quando si raggiunge il 10%. Il CRI tende a salire e si stabilizza giunti al 50% e fino al 100% della potenza ed a a 3200°K per tutti e tre i pannelli: GEMINI 97.2TITAN 94.6SKYPANEL 94.2. Il CRI subisce una leggera diminuzione a 5600°K, normale vista la natura della radiazione Luminosa detta fredda: GEMINI 96.3SKYPANEL 94.3TITAN 93.4.

Parliamo invece della potenza bruta. Tutti e tre i Pannelli sono molto interessanti nell’emissione luminosa per come gestiscono la “penetrazione” della luce. Sembra un termine inusuale, ma quanto ed in che modo la luce si propaga nello spazio antistante ad un corpo illuminante è la chiave di volta del Cinematographer. Questo sia ARRI che ROTOLIGHT lo tengono ben presente, infatti in dotazione con lo SKYPANEL ci sono pannelli “frustanti” di diversa densità che consentono sia un “ammorbidimento” del fascio luminoso che una diversa “penetrazione” o decadimento relativo alla distanza del soggetto o della superficie dall’illuminazione. Sul TITAN X2 invece, con gran sorpresa, troviamo uno schermo elettrificato che con uno specifico potenziometro si opacizza ed il risultato, molto più versatile e graduale per chi vi opera, è il medesimo dei pannelli di ARRI. Ovviamente questa ultima soluzione fa lievitare il prezzo del TITAN rispetto allo GEMINI, ma è un punto notevole a suo vantaggio. Questi schermi, indispensabili sui pannelli multiLed, sono necessari per evitare il fastidiosissimo ed innaturale effetto della moltiplicazione delle ombre che i soggetti illuminati dai pannelli led consumer danno in assenza del “frost”.

Veniamo alla misurazione, effettuata come premesso con un Sekonic DigitalMaster L-758 Cine impostato a 24fps ed a 640 iso a 2,8 metri di distanza dagli illuminatori. Al 100% ed a parità di pannello di diffusione della luce il diaframma indicato dall’esposimetro è: SKYPANEL 9.03TITAN 9.02GEMINI 9.01. Praticamente identici, ma l’impossibilità di sostituire il pannello di diffusione d’avanti al Litepanels GEMINI 2×1 ne limita moltissimo la versatilità in potenza.

La cosa si fa molto più interessante se si misura la quantità di luce incidente per singolo colore irradiato. Con il Verde il diaframma indicato dall’esposimetro è: SKYPANEL 6.3TITAN 5.01Gemini 3.6. Con il Rosso è: SPYPANEL 4.0TITAN 3.2GEMINI 1.8. Con il Blu è: SKYPANEL 5.6TITAN 5.6GEMINI 2.5. Questa specifica misurazione la dice lunga sulla costruzione dei singoli  pannelli Led.

GEL & EFFECT

La stessa condizione quantitativa si riflette nei tantissimi effetti a disposizione dei tre pannelli, come nel caso dell’effetto fuoco o dell’effetto ambulanza o polizia.

Per quanto riguarda la componente effettistica i menu dei tre pannelli led sono molto forniti e sempre in continuo aggiornamento, tranne che per il TITAN che ci è stato fornito in modalità  Demo di prevendita (in anteprima sul mercato Italiano) e quindi con un firmware allo stato “primordiale”. Infatti a differenza dei gli altri due competitor, forniti di ogni tipo di Gelatina elettronica Rosco e Lee, il TITAN X2 presentava un limite (decisamente non digeribile) sulla possibilità di cambiare la modalità DayLight e Tungsten dopo aver selezionato la gelatina di cui si ha bisogno. Cosa che sicuramente sarà implementata nel prossimo firmware che, a nostro avviso, dovrà anche risolvere un altro “BUG” relativo ad una non lineare risposta della potenza luminosa erogata da 0 a 100 sul dispositivo ROTOLIGHT.

Per il resto lascio a voi le considerazioni e le domande, anche dopo aver scaricato le clip e provato le performance di questi tre Illuminatori Led che abbiamo ripreso con le due MDP RED messe a disposizione dei nostri Noleggiatori PRO.

Link ai file R3D

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Hollyland Mars400 – Hands On

a cura di Stefano Orofino

Grazie ad Hollyland Shenzhen Technology che ci ha concesso di provare in anteprima il nuovo MARS 400/S.
Trasmettitore wireless prosumer che promette grandi performance e infatti si è confermato essere un’ottimo alleato durante il nostro Shooting a Bellagio.
Trasmissione wireless che ha superato di gran lunga i 200mt dichiarati senza alcuno sgancio video e latenza video bassissima anzi, quasi nulla.
Un grande passo avanti rispetto al già ottimo MARS300.
Ottima e molto utile anche la nuova funzionalità di mirroring grazie all’App Holly View ( disponibile per Android e IOS) che consente di collegare in mirroring fino a 4 dispositivi come smartphone o tablet avendo così disponibili più monitorie.
Ampio e funzionale anche il display LCD con numerose indicazioni fra cui durata della batteria, qualità del segnale, numero di canali disponibili e molto altro.

In questo video potrete apprezzare le caratteristiche principali:

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U.C.A. ShotFilm – una sfida cinematografica

Quando Paolo Cipolletta, eccezionale e stimolante regista e sceneggiatore, ha avuto la necessità di raccontare il suo punto di vista su uno dei più bei frutti della follia dell’umanità, la nostra amata Napoli, mi ha lanciato una sfida: Voglio fare un cortometraggio di fotografia, dove il punto di vista si fa carne e sangue e lava e fango. 

“Uocchie C’Arraggiunate”, occhi che ragionate nella traduzione letterale, celebre poesia/canzone il cui testo (di Alfredo Falconi Fieni, nella prima versione musicato da Rodolfo Falvo) fu reso immortale dall’immenso Eduardo De Filippo che lo declamava come serenata in una delle sue opere teatrali, ha preso forma in un messaggio visivo contrastante e potente come tutti gli idiomi della lingua napoletana. 

Mai come in questo lavoro gli interrogativi e le risposte mi balzavano di fronte. Gli occhi, il nostro sistema di decodifica di ciò che ci circonda, hanno tre verbi per codificarne la funzione: Vedere, Guardare, Osservare. Noi avevamo l’obbligo dettato dalla sceneggiatura di Osservare per generare un punto di vista. Badate bene non “il punto di vista”, ma “un punto di vista” e non solo quello del Regista/Sceneggiatore o del Cinematographer o il consueto point of view, ma il personale punto di vista di chi in maniera soggettiva si imbatte nella visione di una realtà piena di contraddizioni.

I tre personaggi dei racconti che si intrecciano in maniera indissolubile, hanno la stessa matrice fotografica che identifica i due momenti del racconto, uno cupo/siderale/tetro/losco e l’altro Luminoso/Intenso/Esplosivo, tutto sempre racchiuso in un’unica matrice fatta di eleganza del linguaggio cinematografico.  L’obiettivo, infatti, delimita il campo in modo totalizzante ed allo stesso modo lo fanno le diverse attrezzature utilizzate. Camera a spalla per la prima fase e carrello su binario per la seconda, una soggettività non sempre infallibile quanto trascinante nel catalizzare l’opinione nello spettatore e l’altra totalmente opposta. Solo alla fine si comprende quanto tutto questo sia completamente fuorviante e il “buono” era nella prima fase del racconto mentre il “cattivo” si celava nascosto in bella vista.  Così come nella fotografia, essenziale e necessaria con fonti luminose dettate dalla geografia delle location, nella fase di sviluppo dell’immagine (Color) abbiamo trascinato la sensazione visiva verso quelle sensazioni emotive.

La prima sfida (nella fig.1 il frame Ungraded, lo stesso frame con una color di primo livello e poi con la Color-Grading definitiva della scena alle terme di Agnano) è stata snaturare la bellezza del cratere di Agnano al tramonto. Mi sono ispirato ad una vecchia tecnica, nata per errore al tempo dello sviluppo della pellicola,  denominata Bleach Bypass, dove si saltava artatamente il bagno di sbianca della pellicola per lasciare tutti gli alogenuri d’argento, così l’immagine ha mantenuto una metallicità ed una desaturazione “inconsuete”. La maschera di contrasto ha fatto il resto, consegnando la consistenza dei fumi sulfurei presenti in maniera massiva e lasciando il protagonista al centro dell’attenzione seppur sommerso dalla natura infernale del luogo. Sul Pontile Luca Gallone è sospeso sulla materia prima di cui è fatta Napoli: il Magma. È un’immagine di morte, cromaticamente siderale.

Con Gianluca Di Gennaro,  in un retrobottega intento a costruire un ordigno artigianale, la luce colpisce violentemente il piano da lavoro e si riflette sul suo volto dal basso mentre una flebile luce rossa “di una porta allarmata” fa da riempitivo (fatta con un Litepanels Gemini 2×1 settato con una gelatina elettronica Rosco RS124), appena percepibile, tutto il resto attorno è immerso nel buio. Una condizione che aiuta la messinscena del malefatto come se fosse un nascondiglio reale. 

In questo frame (fig.2) la fonte luminosa in BackLight avvolge le forme dell’attore che con una significativa maschera di contrasto si esaltano fino a far percepire le vene che avvolgono le mani e  la tensione nella muscolatura del corpo e del volto.

Con un’altra tecnica di illuminazione e fonte di luce Gianfranco Gallo (fig. 3) ci accompagna in un antro dove pare evidente sia pronto a commettere un atto di sopraffazione. La luce tagliata e azimutale ci consegna un volto duro e intriso di rabbia, mentre l’attore protagonista della terza messinscena impugna una spranga di ferro. 

Quando tutto sembra chiaro, il suono di un accendino nel buio innesca la rinascita. Rispettando lo stile del Regista, non aggiungo altro e vi lascio con una celebre frase di Alfred Hitchcock: “C’è qualcosa di più importante della logica: è l’immaginazione”.

Francesco Morra 

Cinematographer A.I.C.-IMAGO m.a.

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Luciano Tovoli al MicroSalonItalia

Roma – in occasione del MicroSalonItalia, DCC, in collaborazione con Sematron Italia, AIC Autori Italiani della Fotografia Cinematografica e Panatronics Milano, ha avuto modo di intervistare il Maestro Luciano Tovoli.

Maestro Luciano Tovoli – DOP A.I.C. Imago

Luciano Tovoli ha fatto la storia del cinema italiano e non solo, lavorando a fianco di mastri come De Seta, Antonioni, Argento, Scola, Tarkovskij, Pialat e molti altri.

https://www.youtube.com/watch?v=RsR5AFbHbts
intervista a Luciano Tovoli al Microsalon
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DigitalCinemaCrew al MicroSalonItalia 2019

ROMA – Oltre quattromila visitatori registrati per la settima edizione di Microsalon Italia, il più importante appuntamento italiano sulla tecnologia cinematografica e televisiva organizzato da AIC-Autori Italiani della Cinematografia. La due giorni di evento tenuta il 22 e il 23 marzo presso il Teatro 10 degli storici Cinecittà Studios di Roma ha riunito numerosi professionisti del settore ma anche tanti appassionati del mondo cineaudiovisivo, accorsi negli oltre duemila metri quadrati di spazi espositivi per le proposte più innovative e performanti nel campo della produzione.

La Crew di DCC allo Stand dell’AIC – Autori della Fotografia Cinematografica

Tra i protagonisti della due giorni, la rete del Mondo del Digital Cinema ha potuto conoscere da vicino la realtà di DigitalCinemaCrew.com, una piattaforma europea che mette in connessione domanda e offerta, permettendo ai piccoli proprietari di attrezzature cinematografiche di coprire le esigenze di piccoli medi e grandi set, unendo le forze e permettendo a tutti di fare cinema in maniera veloce ed efficace, non solo nelle grandi città ma anche nelle zone più periferiche della nostra penisola. Il principio è condividere le proprie attrezzature e le proprie attitudini. Progettata da chi sul set ci lavora quotidianamente (Francesco Morra DOP Aic Imago m.a., Carlo Alessandro Argenzio regista e Antonio Azzurro produttore esecutivo) offre tutte le garanzie per chi effettua noleggi attraverso sistemi di pagamento online, assicurazione e tracciabilità.

DCC Crew sul set.

Ad un anno dalla sua fondazione, la piattaforma DigitalCinemaCrew.com si è presentata a Cinecittà tra le eccellenze della tecnologia e della tecnica cinematografica. Grazie alla partnership con realtà quali Sematron Italia e Teradek, Rotolight, SmartSystem, la prima piattaforma europea nata per lo sharing di competenze e di attrezzature cinematografiche ha trasmesso l’evento in live streaming da un set virtuale allestito da Panatronics.

Mark Bird – Teradek | Ing. Massimo Ronchi & Mario Ciro Rizzo – Teradek Italia

Lo studio virtuale allestito per l’occasione ha visto la partecipazione di numerosi protagonisti del cinema che hanno lasciato la propria testimonianza in diretta, tra i quali anche Luciano Tovoli, uno degli autori della cinematografia che ha fatto la storia del cinema italiano e non solo, lavorando a fianco di mastri come De Seta, Antonioni, Argento, Scola, Tarkovskij, Pialat e molti altri, del direttore della fotografia Daniele Nannuzzi, dell’organizzatore e art director Simone Marra e di altri grandi interpreti del Microsalon 2019.

Stand Panatronics – Dealer Red in Italia.
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Noleggio Condiviso – Reperire risorse a Km0

 

Non è una novità che la Sharing Economy è un trend di successo in molteplici settori. Condividere l’auto, la bici, un appartamento o altro fa sempre più parte della nostra vita.

Da circa 3/4 anni a questa parte è approdata anche nel settore del noleggio delle attrezzature cinematografiche.

Come funziona:

esiste un sito come Digital Cinema Crew che funge da aggregatore di attrezzature cinematografiche e di risorse in loco.

Gli utenti tipici del sito sono addetti ai lavori che operano nel settore cinematografico o piccole case di produzione/rental che noleggiano attrezzature o vorrebbero farlo, così da ripagarsele più velocemente o comunque fare business.

Oltre che condividere e noleggiare la propria attrezzatura, potrebbe capitare agli stessi proprietari di attrezzatura o a clienti, di cercare attrezzatura da noleggiare o maestranze da ingaggiare per le proprie produzioni. Il tutto a Km0 

Ecco una panoramica veloce del sito.

 

Diversi dubbi e perplessità nascerebbero da parte di clienti e noleggiatori se non fosse per il fatto che:

  • E’ possibile bloccare il noleggio dell’attrezzatura a scelta ANCHE SOLO con il suo proprietario, spesso in qualità di assistente ,DIT, tecnico etc…
  • Il materiale viene assicurato e al cliente viene bloccata una  cauzione a titolo di franchigia sulla carta di credito, che viene sbloccata a fine noleggio.
  • Il cliente che noleggia da più proprietari paga solo il sito ed il sito poi pagherà tutti i vari proprietari coinvolti nel noleggio. Tutte le Fatture ed i Pagamenti sono SICURI e gestiti ONLINE.
  • E’ possibile personalizzare l’offerta per il noleggio delle proprie attrezzature.
  • C’è la possibilità di raccogliere e avere il materiale sul SET ed utilizzare i nostri FIXER.
  • Il sito è gestito da colleghi che operano tutti i giorni sul campo e conoscono bene le problematiche di settore.
  • Tutela dei prezzi, per evitare la corsa ai ribassi.
  • Il sito ha respiro INTERNAZIONALE, dunque visibilità del materiale e delle maestranze per le produzioni estere.

Tante piccole cose e dettagli rendono strumenti, come questo sito, utili alla comunità e aiutano la nascita di collaborazioni proficue sul territorio. L’unione di molti crea una forza immensa.

A questo link è possibile iscriversi al sito, ci sono profili anche gratuiti in prova:

ISCRIVITI

 

 

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RED Epic-W Gemini 5k vs Helium 8k

Lo stile non convenzionale di questo test è quello che permette di mettere a nudo tutte le caratteristiche operative di una MDP.
In rete è già possibile trovare parecchie di queste prove da parte dei REDUSER di tutto il mondo, ma con questo confronto sul campo tra Epic-W Helium 8k con OLPF LowLight e la nuova Red Epic-W GEMINI  potrete “giocare con le potenzialità del nuovo sensore 5k S35 di Jarred Land.

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